La visione di Simone D’Elia sull’intelligenza artificiale per migliorare i rapporti tra clienti e agenti nel mercato immobiliare italiano

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CASAFARI Agentic AI

L’eccellenza nel settore immobiliare è spesso frenata da una vera e propria “trappola dell’esecuzione”: l’elevato volume di follow-up e la gestione dei dati impediscono agli agenti di lavorare in modo realmente strategico. CASAFARI Agentic AI cambia questo scenario, proponendosi come un partner autonomo in grado di gestire le attività operative della moderna agenzia.

Il nostro livello di market intelligence automatizza la generazione dei lead e l’analisi predittiva, trasformando una lista di attività complessa e dispersiva in un portafoglio più snello, organizzato e orientato alla crescita. Questo permette ai consulenti di superare il tradizionale ruolo operativo, evolvendosi in veri consulenti patrimoniali globali, capaci di utilizzare i dati CASAFARI per costruire scenari e guidare i clienti con una visione di lungo periodo, invece di limitarsi alla gestione delle attività quotidiane.

Intro

Nel cuore del mercato immobiliare di lusso italiano, dove una stretta di mano vale spesso quanto un contratto, l’ascesa dell’Intelligenza Artificiale viene ancora accolta con un mix di curiosità e naturale scetticismo. Tuttavia, per Simone D’Elia, fondatore di Property Finder Italia, il futuro del settore non sta nel sostituire il “tocco umano”, ma nel rafforzarlo grazie a dati sempre più precisi e affidabili.

In questa conversazione, D’Elia racconta come l’utilizzo dell’ampio database di CASAFARI e di flussi di lavoro guidati dall’intelligenza artificiale consenta ai broker di liberarsi dal peso delle attività più ripetitive, come la ricerca manuale e i continui follow-up. Trasformando analisi di mercato complesse in processi semplici e automatizzati, spiega come il broker del futuro possa mantenere una presenza costante e altamente personalizzata nella vita del cliente, senza perdere quella relazione umana che resta centrale nel mercato italiano.

Il mercato immobiliare italiano si basa spesso su relazioni personali profonde. Secondo lei, in che modo l’intelligenza artificiale può valorizzare questo “tocco umano” invece di sostituirlo?

A me l’intelligenza artificiale piace molto e, di conseguenza, ci credo. Personalmente ne ho una visione positiva, anche se penso che il mercato non sia ancora altrettanto aperto.

Credo però che possa essere un supporto davvero utile, ad esempio nei follow-up, soprattutto se gestiti in modo gentile e discreto. Ecco, mettiamola così: creare automazioni che non vengano percepite come artificiali, ma che risultino comunque molto soft e non invasive.

Utilizzo dei dati CASAFARI per risolvere i punti critici e migliorare i flussi di lavoro

CASAFARI è nota per avere il database immobiliare più completo in più di 20 paesi globalmente. Quando pensa a “nutrire” i nostri nuovi workflow d’intelligenza artificiale con questi dati, quali specifici punti dati (ad esempio trend storici dei prezzi, tempo medio sul mercato o immobili comparabili) ritiene offrano il maggiore “vantaggio competitivo” per un broker italiano?

Sicuramente la storicità dell’immobile è un aspetto molto interessante: capire da quando è sul mercato e quale percorso ha fatto nel tempo. È utile anche sapere se lo stesso immobile è gestito da più agenzie, senza dover ricostruire queste informazioni manualmente, così come poter accedere ai dati sugli immobili venduti o rimossi.

Per quanto mi riguarda, sono tutte informazioni di grande valore.

Se osservi la routine quotidiana del tuo team, qual è quel “fantasma amministrativo” — l’attività che ostacola maggiormente la loro produttività — che desidera automatizzare con i nuovi workflow di CASAFARI?

Nel mio caso, mi servirebbe qualcosa che generi automaticamente e in modo continuo una ricerca di immobili simili ogni volta che aggiungiamo nuove proprietà al nostro portafoglio, perché questo permetterebbe di creare un workflow costante con il cliente.

Inoltre, sarebbe utile anche la creazione di una pipeline dei clienti. Quando devi seguire 20–30 clienti, capita spesso di concentrarsi solo su quattro o cinque e perdere di vista gli altri. Diventa quindi complesso tenerli tutti censiti e capire come gestirli nel tempo.

Immagino che voi abbiate già un CRM in grado di fare questo.

La visione di Simone D’Elia sull’intelligenza artificiale per migliorare i rapporti tra clienti e agenti nel mercato immobiliare italiano
Simone D’Elia, fondatore di Property Finder Italia

Può descrivere un momento in cui avere dati immediati, elaborati dall’intelligenza artificiale, le ha permesso di conquistare la fiducia di un cliente più rapidamente rispetto a un concorrente?

ì, sicuramente nel momento in cui proponiamo un immobile che non è direttamente nostro, sapere che magari è gestito da una sola agenzia può fare la differenza. Il cliente può dirti “Ah, questo immobile l’ho già visto”, oppure magari no.

È utile anche, conoscendo la zona, avere una visione chiara degli immobili competitor senza dover analizzare manualmente tutti i portali. Questo rende lo strumento molto valido sia per proporre un proprio immobile, sia per fare un’analisi comparativa su immobili di altri.

Avere a disposizione molti dati aiuta anche a capire se il proprio immobile è posizionato correttamente sul mercato oppure no. E permette anche di valutare meglio quello che dice il cliente: se, ad esempio, afferma di aver già visto qualcosa che in realtà non risulta sul mercato.

Ovviamente serve sempre la pazienza di analizzare i dati, ma sì, credo che sia uno strumento molto utile sotto questo punto di vista.

Questo è un vantaggio competitivo, cioè la conoscenza del mercato.

È molto vantaggioso anche perché offre un’analisi comparativa più completa, sia del mercato sia dell’immobile. Inoltre, fa davvero la differenza in termini di velocità, perché avere tutti i dati in un unico posto semplifica molto il lavoro.

Quando mostra a un potenziale acquirente un report o una valutazione generata/migliorata con CASAFARI, come cambia la percezione della sua competenza?

Io utilizzo molto l’invio di link e questo mi permette di non perdere tempo nel creare brochure per immobili che non sono direttamente nostri.

Avere uno Smartlink generato da CASAFARI è per noi molto utile, sia in termini di tempo sia per la qualità dell’impaginazione, che comunque possiamo personalizzare.

Inoltre, è cliccabile e rimanda a una nostra area protetta, invece che a un link esterno. Io, per esempio, in passato lavoravo con i link generici dei portali: difficilmente il cliente si rivolgeva alle agenzie originali, ma tornava da me, quindi il rapporto restava molto fidelizzato.

I miei colleghi, invece, creavano brochure: scaricavano le foto, scrivevano i testi, impaginavano tutto in PDF e poi inviavano il materiale al cliente. Sono quindi due modi di lavorare molto diversi.

CASAFARI, da questo punto di vista, semplifica tutto e unifica il processo.

Noi abbiamo la nostra visione tecnica dell’automazione tramite intelligenza artificiale, e lei ha la sua visione “sul campo” del mercato immobiliare di lusso italiano. Dove si incontrano queste due visioni? In che modo la nostra collaborazione ha cambiato il suo modo di immaginare come opererà il “broker del futuro”?

Allora, ti do due o tre considerazioni.

  1. Sicuramente, a livello di tempo, c’è un risparmio netto soprattutto nell’operatività legata alla generazione dei lead.
  2. Se però non ho accesso ad altri dati più strutturati, come ad esempio quelli di un CRM, diventa difficile capire davvero come gestirli e dove mi porteranno.
  3. In generale, avere a disposizione tutti i dati è fondamentale: permette di capire meglio il mercato, soprattutto quando si acquisiscono immobili in una determinata zona o addirittura nello stesso palazzo, sapendo a che prezzo sono stati venduti oppure se sono stati rimossi dal mercato.

La visione di CASAFARI è in linea con quella di Property Finder per quanto riguarda l’uso della tecnologia come strumento per mantenere un vantaggio competitivo nel settore immobiliare. Grazie al tempo guadagnato grazie ai flussi di lavoro automatizzati, gli agenti immobiliari possono spostare la loro attenzione dalle routine operative alle relazioni umane di alto valore. L’ecosistema di dati di CASAFARI ha definito una nuova realtà per il mercato immobiliare moderno.

Tra un anno, se questi workflow di intelligenza artificiale saranno pienamente implementati, in cosa Property Finder Italia apparirà diversa rispetto ai suoi concorrenti?

Probabilmente il punto chiave è proprio la gestione del follow-up dei clienti. È fondamentale, perché il follow-up comprende tante attività: può riguardare il branding, l’acquisizione di nuovi immobili, la vendita, persino servizi collegati come il mutuo.

Con i flussi di lavoro di CASAFARI si può gestire tutto in modo integrato. 

Se ti dimentichi del cliente, nella maggior parte dei casi lui si dimentica di te nel giro di uno o due mesi. Per questo il follow-up diventa un vero vantaggio competitivo.

Automatizzarlo è la chiave: una volta inserito il cliente, arricchendo nel tempo i suoi dati e aggiornando costantemente l’anagrafica, si può creare un contatto continuo ma leggero. Un’interazione settimanale, bisettimanale o mensile, fatta di comunicazioni soft: contenuti di branding, newsletter, messaggi personalizzati, fino anche agli auguri per momenti importanti come l’acquisto della casa.

In questo modo, anche se tu non ci pensi attivamente ogni giorno, il cliente non si dimentica mai di te.

Conclusioni

Questa conversazione con Simone D’Elia, fondatore di Property Finder Italia, mette in luce una verità tanto complessa quanto chiara sul futuro del settore immobiliare: la tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale, non sostituisce la competenza umana, ma la amplifica al massimo livello. Automatizzando attività fondamentali e ripetitive, come il follow-up dei clienti e la ricerca costante di immobili, gli agenti possono liberarsi dalle incombenze operative e concentrarsi su ciò che davvero muove il mercato del lusso italiano: costruire e coltivare relazioni autentiche e durature.

In quest’ottica, D’Elia immagina il “broker del futuro” come un professionista che lavora in modo continuo all’interno di un unico ambiente digitale integrato. Questa evoluzione trasforma un’attività ad alta intensità operativa e di dati in una professione più efficiente, personalizzata e fortemente relazionale. Anche in un mercato sempre più tecnologico, il fattore umano resta così al centro di ogni transazione di successo.

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