Mercato immobiliare a Napoli: prezzi, affitti e regole nel 2026

Prezzi richiesti, canoni, compravendite e regole sugli affitti brevi: i dati CASAFARI sulla città, aggiornati ogni settimana.

Nel III trim. 2026 il prezzo medio richiesto per gli appartamenti nel Comune di Napoli è di 3.108,3 €/m² secondo CASAFARI Area Insights (annunci indicizzati, outlier esclusi), in aumento dell'1,5 % su base annua e dell'11,2 % dal I trim. 2023. I canoni richiesti salgono più rapidamente, a 17,5 €/m² al mese (+8,0 % in un anno), per un rendimento lordo indicativo del 6,8 %. Si tratta di prezzi richiesti e non di rogiti, dietro cui si apre una forbice ampia tra la periferia nord e i quartieri di pregio come Chiaia e Posillipo.

In un palazzo d'epoca lungo i Decumani, sul pianerottolo del terzo piano, tre porte su quattro espongono la cassetta a combinazione numerica per il check-in automatico. Chi abita dietro la quarta porta, dopo il 15 settembre 2026, osserva il mercato con una domanda precisa: mettere in vendita l'appartamento, affittarlo con un contratto per studenti universitari o attendere le regole attuative della variante urbanistica comunale sul centro storico.

A spostare i calcoli di proprietari e investitori è soprattutto la velocità divergente dei due mercati: mentre i valori di compravendita crescono a passo misurato (+1,5 % su base annua nel III trim. 2026), i canoni di locazione richiesti corrono a un ritmo cinque volte superiore (+8,0 %). Chi opera nel capoluogo campano, o confronta questi numeri con tutte le guide alle città italiane, trova a Napoli un mercato liquido, mosso in larga parte da famiglie locali e piccoli risparmiatori.

Quanto costa una casa a Napoli al metro quadro?

Prezzi richiesti dagli annunci indicizzati da CASAFARI, aggiornati ogni settimana su le serie di prezzi e canoni di Area Insights per Napoli.

Il prezzo medio richiesto per un appartamento a Napoli si attesta a 3.108,3 €/m² nel III trim. 2026, rispetto ai 3.063,0 €/m² del III trim. 2025 (+45,3 €/m², pari a +1,5 % su base annua, fonte CASAFARI Area Insights, location id 545571, interrogazione del 23 ottobre 2026). Allargando lo sguardo all'intera serie storica, partita da 2.794,5 €/m² nel I trim. 2023, l'incremento cumulato è di 313,8 €/m², ossia l'11,2 % in quattordici trimestri.

La progressione è stata regolare, con quattordici trimestri di segno positivo su quindici. L'unico arretramento della serie si è registrato nel IV trim. 2025, quando il prezzo medio richiesto è passato da 3.063,0 €/m² a 3.050,7 €/m² (-0,4 %), per poi recuperare già nel I trim. 2026 a quota 3.073,9 €/m².

Per leggere correttamente questi valori occorre tenere distinta la natura delle fonti. La serie di CASAFARI Area Insights misura i prezzi richiesti negli annunci immobiliari pubblicati online, ripuliti dai valori anomali (outlier) e dalle duplicazioni, e non va quindi confrontata alla pari con i prezzi effettivi di rogito né con l'indice IPAB dell'ISTAT. Anche rispetto ai grandi mercati del Centro-Nord le distanze restano marcate: chi consulta la guida al mercato immobiliare di Roma o analizza l'andamento del mercato immobiliare in Italia nota come il capoluogo campano viaggi su multipli d'ingresso assai più contenuti.

Sul fronte delle compravendite effettive registrate, i prezzi delle abitazioni ISTAT nel II trimestre 2026 riportati da ANSA (dato provvisorio del 17 settembre 2026) segnano un aumento del 4,0 % su base annua a livello nazionale (+5,0 % per le abitazioni nuove e +3,7 % per le esistenti) e del 2,6 % nella ripartizione Sud e Isole. Non esiste un indice ISTAT specifico per il solo Comune di Napoli, ma la dinamica cittadina rilevata da CASAFARI si muove in sintonia con il passo del Mezzogiorno.

Quanto rende un appartamento in affitto a Napoli?

Nel mercato delle locazioni la spinta dei valori è ben più evidente rispetto alle vendite. Nel III trim. 2026 il canone medio richiesto per gli appartamenti a Napoli ha raggiunto i 17,5 €/m² mensili, contro i 16,2 €/m² del III trim. 2025 (+1,3 €/m², pari a +8,0 % in dodici mesi) e i 15,6 €/m² del I trim. 2024 (+12,2 % dall'inizio della serie, fonte CASAFARI Area Insights).

Mettendo a rapporto il canone annuo richiesto e il prezzo medio richiesto al metro quadro (12 × 17,5 €/m² diviso 3.108,3 €/m²), si ottiene nel III trim. 2026 un rendimento lordo indicativo del 6,8 %. Nelle medie annue calcolate sulle serie CASAFARI, lo stesso indicatore si attestava intorno al 6,4 % sia nel 2024 (15,8 €/m² su 2.952,1 €/m²) sia nel 2025 (16,2 €/m² su 3.045,1 €/m²), per salire a circa il 6,7 % nella media dei primi tre trimestri del 2026 (17,2 €/m² su 3.089,2 €/m²). È bene ricordare che si tratta di un rendimento lordo teorico calcolato su valori richiesti: dal risultato vanno dedotti IMU, imposte sul reddito da locazione, spese condominiali straordinarie ed eventuali periodi di sfitto.

A sostenere la domanda di locazione non è soltanto il turismo, ma la struttura demografica e universitaria della città. Secondo il Censimento permanente della popolazione ISTAT, Campania 2023, al 31 dicembre 2023 il Comune di Napoli contava 913.704 residenti, al centro di una città metropolitana di 2.970.974 abitanti (il 53,1 % della popolazione campana). Come mostrano i dati territoriali e demografici del Comune di Napoli, la città presenta una densità di 8.203 abitanti/km² e un indice di vecchiaia di 114,42 contro il 148,75 della media italiana, con il 15,69 % dei residenti nella fascia 0-14 anni (Italia 14,01 %). A questo bacino si somma la popolazione studentesca dei quattro atenei cittadini — Federico II, L'Orientale, Parthenope e Vanvitelli — che concentra la ricerca di stanze e piccoli appartamenti tra il centro storico, Fuorigrotta e il Vomero.

Per tradurre i numeri in un caso concreto, un bilocale di 50 m² proposto al canone medio cittadino di 17,5 €/m² comporta una richiesta di circa 875 € al mese. È tuttavia un valore di riferimento medio: il canone effettivo varia sensibilmente in base alla microzona, al piano e allo stato manutentivo dell'immobile.

Quartiere per quartiere: perché la media cittadina non è un listino

A Napoli la media cittadina di 3.108,3 €/m² unisce sottomercati profondamente diversi per qualità edilizia, collegamenti e liquidità. Secondo uno studio di mercato relativo al 2025 e riportato da ANSA Campania il 12 maggio 2026, i prezzi medi nelle zone centrali di pregio si aggirano intorno ai 7.700 €/m², scendono a circa 3.550 €/m² nelle aree semicentrali e si attestano sui 2.550 €/m² in quelle periferiche.

Fascia urbana Prezzo medio indicativo (2025) Quartieri e direttrici di riferimento Profilo prevalente della domanda
Centrale e di pregio Circa 7.700 €/m² Posillipo, Chiaia, via Petrarca, parte alta del Vomero Famiglie ad alto reddito, professionisti, sostituzione prima casa
Semicentrale e storica Circa 3.550 €/m² Arenella, Centro Storico, Materdei, Sanità, Fuorigrotta Famiglie locali, docenti, investitori su tagli da 40-70 m²
Periferica Circa 2.550 €/m² (con minimi intorno a 1.000-1.500 €/m² nella periferia nord ed est) Bagnoli, Scampia, Secondigliano, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio Domanda residenziale locale sensibile al prezzo, tempi di vendita più lunghi

Fonte dei valori medi per fascia: studio di mercato 2025 riportato da ANSA Campania (12 maggio 2026).

In cima alla piramide dei valori si collocano Posillipo, la Riviera di Chiaia e gli assi panoramici come via Petrarca, seguiti dall'area collinare del Vomero e dell'Arenella, che rappresentano il mercato d'elezione per le famiglie napoletane alla ricerca della prima casa stabile. Nel tessuto del centro storico, alla Sanità, a Materdei e attorno a piazza Garibaldi si concentra invece l'interesse dei piccoli investitori — locali, romani o del Nord Italia — orientati su tagli compatti tra i 40 e i 70 m². Sul versante occidentale, Fuorigrotta e Bagnoli intercettano la domanda legata al polo universitario e ai progetti di rigenerazione dell'ex area Italsider, mentre nei quartieri settentrionali e orientali come Scampia, Secondigliano, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio la liquidità si riduce e i tempi di assorbimento si allungano.

A ridisegnare le gerarchie di prezzo dentro lo stesso quartiere contribuiscono in modo decisivo i trasporti su ferro: la prossimità alle stazioni della Linea 1 e della Linea 6 della metropolitana o al nodo dell'alta velocità di Napoli Centrale/Garibaldi crea differenziali sensibili anche a poche centinaia di metri di distanza. Per questo, chi deve valutare un immobile con Comparables e lo studio di mercato o desidera richiedere la valutazione online di un immobile a Napoli lavora sempre sui comparabili dello specifico isolato, mai sulla media comunale.

Quante case si vendono a Napoli e chi compra?

Le rilevazioni ufficiali sui rogiti confermano un mercato solido e privo di eccessi speculativi. Secondo le Statistiche regionali 2026 Campania dell'Agenzia delle Entrate, nel 2025 il Comune di Napoli ha registrato 8.031 compravendite residenziali normalizzate (NTN), in crescita del 3,0 % rispetto al 2024. Il capoluogo concentra il 71,1 % degli scambi avvenuti nei capoluoghi campani e presenta un indice di intensità del mercato (IMI, ossia la quota di stock abitativo compravenduto nell'anno) pari all'1,82 %. Nell'intera provincia di Napoli le transazioni sono state 21.906 (+2,7 % sul 2024, pari al 49,9 % del totale regionale), di cui 13.875 nei comuni non capoluogo.

Confrontando il dato cittadino con il quadro nazionale del Rapporto Immobiliare 2026 Residenziale dell'Agenzia delle Entrate (pubblicato il 21 maggio 2026), l'Italia ha chiuso il 2025 con circa 767.000 NTN (+6,4 % sul 2024) e un fatturato di 124 miliardi di euro (+8,8 %). La macroarea Sud è cresciuta del 2,5 %, contro l'8,0 % del Nord-Ovest e il 7,0 % del Centro; nel solo IV trim. 2025 Napoli aveva segnato un +2,6 % annuo a fronte di una media nazionale del +0,4 %.

Lo studio di mercato riportato da ANSA Campania (maggio 2026) indica per la città nel 2025 un tasso di assorbimento del 77 % su circa 8.700 abitazioni offerte in vendita, per un valore complessivo di 740 milioni di euro (+4,2 %) e una stima per il 2026 nell'ordine delle 6.900 compravendite. Chi acquista è in netta prevalenza una famiglia o un professionista napoletano che impiega risparmio familiare, affiancato da investitori italiani alla ricerca di rendimento; la componente straniera rimane di nicchia e focalizzata tra Chiaia, Posillipo e il centro antico.

Sul piano congiunturale, il 2026 mostra intanto un rallentamento dei volumi a livello nazionale: le Statistiche trimestrali OMI, II trimestre 2026 rilevano in Italia 201.596 NTN, un dato sostanzialmente stabile (+0,1 % sullo stesso trimestre del 2025), frutto della tenuta del nuovo (+15,6 %) e di una lieve flessione delle abitazioni esistenti (-0,8 %).

Affitti brevi a Napoli: cosa cambia con la variante del centro storico e la Legge di Bilancio 2026

Il tema più discusso nelle assemblee condominiali e negli studi notarili napoletani riguarda la stretta urbanistica sulle locazioni turistiche. Con la Deliberazione del Consiglio comunale n. 129 del 15 settembre 2026 (su proposta di Giunta n. 374 del 4 settembre 2026, dopo l'adozione con Delibera di Giunta n. 637 del 19 dicembre 2025 e l'avviso di deposito sul BURC n. 6 del 2 febbraio 2026), l'amministrazione ha approvato definitivamente la variante per la salvaguardia dell'offerta abitativa nel centro storico sul sito del Comune di Napoli.

La norma stabilisce che, all'interno dell'area di regolamentazione del centro storico, il cambio d'uso da abitazione ordinaria ad attività ricettiva extralberghiera (B&B, affittacamere, case vacanze) o a locazione breve è consentito esclusivamente se almeno il 70 % della superficie residenziale dell'intera unità edilizia (il fabbricato) mantiene la destinazione a residenza ordinaria. Sia la soglia percentuale sia il perimetro di applicazione possono essere aggiornati dal Consiglio comunale in base al monitoraggio dell'offerta abitativa.

Per chi valuta oggi l'acquisto di un bilocale o di un basso ai Decumani o nei Quartieri Spagnoli con finalità ricettiva, la verifica preliminare non riguarda più solo l'appartamento, ma l'intero stabile: occorre accertare sugli elaborati ufficiali se il palazzo ricada nel perimetro regolamentato e quale quota di superficie sia già occupata da strutture ricettive o locazioni brevi. Accanto al vincolo urbanistico comunale operano inoltre le novità della Legge di Bilancio 2026 sulle locazioni brevi, che ridisegnano a livello statale il perimetro fiscale per i proprietari persone fisiche.

In questo quadro normativo più esigente, molti piccoli proprietari stanno riconsiderando la locazione ordinaria o i contratti transitori per studenti universitari: con canoni richiesti saliti dell'8,0 % nell'ultimo anno a 17,5 €/m², il divario di redditività netta rispetto alla gestione turistica si è sensibilmente ridotto.

Imposte, costi e rischi da conoscere prima del rogito

Chi si prepara a sottoscrivere una proposta d'acquisto a Napoli deve mettere in conto, oltre alle imposte di legge, al compenso notarile e alla provvigione di agenzia, alcune specificità tecniche e territoriali del patrimonio immobiliare locale.

Un primo aspetto riguarda l'età e lo stato conservativo degli edifici. Gran parte del tessuto residenziale napoletano risale a epoche antecedenti al 1950 — spesso in muratura di tufo nel centro antico — oppure all'espansione condominiale degli anni Sessanta e Settanta. Le classi energetiche basse e gli interventi straordinari su facciate, cornicioni e impianti rimandati nel tempo sono frequenti: prima di formulare un'offerta conviene esaminare i verbali delle ultime assemblee condominiali e verificare l'esistenza di delibere di spesa o contenziosi pendenti.

Un secondo elemento di attenzione, specifico del quadrante occidentale (Fuorigrotta, Bagnoli, Agnano e il confine con Pozzuoli), è legato al fenomeno del bradisismo dei Campi Flegrei. Gli sciami sismici registrati tra il 2024 e il 2026 hanno reso gli acquirenti, gli istituti di credito e le compagnie assicurative più attenti alle caratteristiche strutturali dei fabbricati, influenzando i tempi di commercializzazione in quelle microzone.

Infine, va sempre calcolato lo scarto fisiologico tra il prezzo richiesto dal venditore e il prezzo effettivo di chiusura. Con un tasso di assorbimento cittadino intorno al 77 % nel 2025 (studio ANSA Campania, maggio 2026), i margini di negoziazione esistono, ma cambiano radicalmente tra un appartamento ristrutturato a Chiaia e un immobile da riqualificare in periferia: analizzare gli immobili simili già presenti sul mercato tramite valutare un immobile con Comparables e lo studio di mercato permette di ancorare la trattativa a dati oggettivi.

Come verificare questi numeri con CASAFARI

I dati sui prezzi e sui canoni richiesti esposti in questa guida provengono da le serie di prezzi e canoni di Area Insights per Napoli, che aggregano e normalizzano gli annunci immobiliari del Comune di Napoli (location id 545571, individuato tramite Location Lookup) e delle singole municipalità. Gli agenti immobiliari, i valutatori e gli investitori utilizzano Comparables per mettere a confronto un singolo appartamento con l'offerta concorrente nella stessa via, mentre chi desidera cercare annunci per taglio e zona con Property Sourcing può filtrare l'intero inventario cittadino per metratura, prezzo al metro quadro e stato dell'immobile.

Le agenzie strutturate, i fondi e i team tecnici che intendono integrare queste serie storiche nel proprio CRM o nei modelli di analisi possono consultare la documentazione di Area Insights per sviluppatori (in inglese) e la documentazione di Comparables e valutazione (in inglese), dove sono descritte le chiamate API che restituiscono i valori trimestrali mostrati nei grafici. Il consumo delle chiamate API e di Casafari MCP è contabilizzato in token (distinti dagli access token di autenticazione OAuth). Per verificare direttamente i dati sul proprio quartiere d'interesse o generare una valutazione professionale, è possibile creare un account su platform.casafari.com.

Domande frequenti

Quanto costa una casa a Napoli al metro quadro nel 2026?

Nel III trim. 2026 il prezzo medio richiesto per gli appartamenti nel Comune di Napoli è di 3.108,3 €/m², in crescita dell'1,5 % rispetto allo stesso trimestre del 2025 (CASAFARI Area Insights, annunci indicizzati, outlier esclusi). Si tratta di prezzi richiesti e non di valori di rogito: sul territorio cittadino la forbice è molto ampia e, secondo uno studio di mercato 2025 riportato da ANSA Campania (maggio 2026), si passa da una media di circa 2.550 €/m² nelle zone periferiche a circa 3.550 €/m² in quelle semicentrali, fino a circa 7.700 €/m² nelle zone centrali di pregio come Chiaia e Posillipo.

I prezzi delle case a Napoli stanno salendo o scendendo?

I prezzi richiesti a Napoli salgono in modo graduale: dal I trim. 2023 al III trim. 2026 sono cresciuti complessivamente dell'11,2 %, segnando variazioni positive in 14 trimestri su 15 e un solo lieve calo nel IV trim. 2025 (-0,4 %), subito recuperato nel trimestre successivo (CASAFARI Area Insights). Il ritmo annuo cittadino (+1,5 % nel III trim. 2026) è inferiore alla media nazionale dell'indice ISTAT dei prezzi delle abitazioni (+4,0 % nel II trim. 2026), ma allineato all'andamento della ripartizione Sud e Isole (+2,6 %, fonte ISTAT).

Quanto rende un appartamento in affitto a Napoli?

Nel III trim. 2026 il rendimento lordo indicativo degli appartamenti a Napoli è del 6,8 %, calcolato mettendo a rapporto il canone medio richiesto di 17,5 €/m² al mese e il prezzo medio richiesto di 3.108,3 €/m² (CASAFARI Area Insights). L'indicatore è salito rispetto al 6,4 % circa registrato nel 2024 e nel 2025 perché i canoni richiesti sono aumentati dell'8,0 % su base annua. È un valore lordo teorico basato su prezzi richiesti, da cui occorre detrarre IMU, fiscalità sulla locazione, spese di manutenzione e periodi di sfitto.

Si possono ancora fare affitti brevi nel centro storico di Napoli?

Sì, ma all'interno di precisi limiti urbanistici approvati dal Consiglio comunale il 15 settembre 2026 con la Deliberazione n. 129 (Comune di Napoli). Nell'area di regolamentazione del centro storico, il cambio d'uso da abitazione ordinaria a B&B, affittacamere, casa vacanze o locazione breve è ammesso solo se almeno il 70 % della superficie residenziale dell'intera unità edilizia resta destinato a residenza ordinaria. Prima di acquistare un immobile a uso turistico è quindi indispensabile verificare la posizione del fabbricato rispetto al perimetro della variante e la quota di superficie già destinata a ricettività nello stabile.

Quante case si vendono a Napoli ogni anno?

Nel 2025 nel Comune di Napoli sono state concluse 8.031 compravendite residenziali normalizzate (NTN), in aumento del 3,0 % rispetto al 2024, mentre nell'intera provincia gli scambi hanno raggiunto quota 21.906 (+2,7 %, fonte Agenzia delle Entrate, OMI, Statistiche regionali 2026 Campania). Nello stesso anno il mercato residenziale italiano è cresciuto complessivamente del 6,4 % e la macroarea Sud del 2,5 % (Rapporto Immobiliare 2026 Residenziale dell'Agenzia delle Entrate).

Quali sono i quartieri più cari e quelli più accessibili di Napoli?

I quartieri con i valori più elevati sono Posillipo, Chiaia (in particolare la Riviera di Chiaia e via Petrarca) e la parte alta del Vomero, dove nelle zone centrali di pregio i prezzi medi raggiungono circa 7.700 €/m² secondo uno studio 2025 riportato da ANSA Campania. Su livelli intermedi si collocano l'Arenella, il centro storico e Fuorigrotta, mentre i prezzi più accessibili si registrano nella periferia settentrionale e orientale — come Scampia, Secondigliano, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio — con tempi di vendita più lunghi; ogni microzona può essere verificata nel dettaglio con Area Insights e Comparables di CASAFARI.