Mercato immobiliare in Svizzera: prezzi, regole e il caso Ticino
Prezzi richiesti, sfitto, LAFE e valore locativo: la Svizzera spiegata dalla Svizzera italiana
Nel 3° trimestre 2026 il prezzo medio richiesto degli appartamenti in vendita in Svizzera si attesta a 10.292,5 €/m² secondo i dati di CASAFARI Area Insights (annunci indicizzati ed epurati dai valori anomali, convertiti in euro da un mercato in franchi; prezzo richiesto, non prezzo di transazione), segnando -1,8% sul trimestre precedente e -5,2% su base annua, mentre l'indice ufficiale delle transazioni IMPI dell'Ufficio federale di statistica (UST) è salito del 3,5% annuo nel 2° trimestre 2026. In un Paese in cui la maggioranza delle economie domestiche vive in affitto, il tasso di abitazioni vuote è sceso sotto l'1% (0,93% al 1° giugno 2026) per la prima volta in quindici anni, con il Cantone Ticino che a quota 1,78% rappresenta l'eccezione strutturale spiegata in questa guida.
Quanto costa oggi un appartamento in Svizzera e come va letto il dato
Immaginiamo un fiduciario immobiliare a Chiasso che apre il giornale del mattino: legge che la Svizzera è scesa sotto la soglia dell'1% di abitazioni vuote per la prima volta in quindici anni, mentre nel suo comune si contano ancora 419 appartamenti sfitti. Nello stesso momento, una coppia a Zugo cerca casa in un cantone dove lo sfitto è allo 0,20%. È lo stesso Paese, nella stessa mattina, ma diviso in due velocità.
Per orientarsi, occorre partire dal dato aggregato e capire che cosa misura. La serie di CASAFARI Area Insights (location id 500, interrogata il 23 ottobre 2026) rileva il prezzo medio richiesto al metro quadro per gli appartamenti in vendita negli annunci indicizzati, esclusi gli estremi statistici. Nel 3° trimestre 2026 il valore è pari a 10.292,5 €/m², in flessione dell'1,8% rispetto ai 10.481 €/m² del 2° trimestre 2026. Poiché il mercato immobiliare svizzero fissa i prezzi in franchi ma la serie internazionale è espressa in euro, una parte di ogni oscillazione trimestrale riflette il tasso di cambio EUR/CHF e la composizione regionale degli annunci, più che il mattone in sé.
La lettura storica richiede una precisazione metodologica. Tra il 1° trimestre 2023 e il 1° trimestre 2025 la serie mostra valori quasi invariati tra 8.945 e 8.956,8 €/m²: quel tratto piatto indica una raccolta ridotta di nuovi annunci nel periodo iniziale, non un mercato fermo. Il flusso rappresentativo inizia nel 2° trimestre 2025 a 10.185,3 €/m², per poi toccare 10.860,4 €/m² nel 3° trimestre 2025, 9.468,4 €/m² nel 4° trimestre 2025, 10.315,2 €/m² nel 1° trimestre 2026 e 10.481 €/m² nel 2° trimestre 2026. Dal 2° trimestre 2025 a oggi la variazione è del +1,1%, mentre il confronto annuo sul picco del 3° trimestre 2025 segna -5,2%: letti insieme, i due numeri mostrano la volatilità valutaria e di mix di una media nazionale che mette nello stesso paniere l'arco lemanico e le valli alpine. Chi desidera approfondire il funzionamento di queste metriche può consultare la serie trimestrale di Area Insights per la Svizzera.
Prezzi richiesti e prezzi di transazione: cosa dice l'indice ufficiale IMPI
In Svizzera i proprietari pubblicano spesso gli annunci a valori superiori a quelli di chiusura, ed è per questo che i prezzi richiesti vanno sempre affiancati ai prezzi effettivamente rogitati. Il parametro ufficiale per le compravendite è l'indice svizzero dei prezzi degli immobili residenziali (IMPI) dell'UST, pubblicato il 30 luglio 2026: nel 2° trimestre 2026 l'indice ha raggiunto 127,7 punti (base 4° trimestre 2019 = 100), segnando +0,7% sul trimestre precedente e +3,5% su base annua. Nel dettaglio trimestrale, la proprietà per piani è cresciuta dell'1,6%, mentre le case unifamiliari hanno registrato una lieve flessione dello 0,4%. La Svizzera non pubblica un conteggio nazionale unico dei rogiti, ma il campione dell'IMPI, pari a circa 8.000 transazioni di libero mercato a trimestre in tutte le regioni, ne costituisce la misura più vicina.
| Indicatore | Tipo di prezzo | Valore rilevato | Variazione annua (2° trim. 2026 vs 2° trim. 2025) | Variazione trimestrale |
|---|---|---|---|---|
| CASAFARI Area Insights (appartamenti) | Prezzo richiesto in euro | 10.481 €/m² (T2 2026); 10.292,5 €/m² (T3 2026) | +2,9% (su T2 2025: 10.185,3 €/m²) | -1,8% (nel T3 2026) |
| Indice IMPI dell'UST (residenziale) | Prezzo di transazione in franchi | 127,7 punti (T2 2026, base T4 2019 = 100) | +3,5% | +0,7% (proprietà per piani +1,6%) |
Se si allinea il confronto allo stesso periodo, ossia il 2° trimestre 2026 rispetto al 2° trimestre 2025, il prezzo richiesto rilevato da CASAFARI segna +2,9% (da 10.185,3 a 10.481 €/m²) e l'indice di transazione IMPI segna +3,5%: la direzione di fondo è la medesima, pur cambiando l'unità di misura.
Per chi vende un appartamento in proprietà per piani a Lugano, Bellinzona o Locarno, questa distinzione ha un'applicazione immediata. La distanza tra ciò che si chiede sul portale e ciò che il registro fondiario registra a fine trattativa è il margine di negoziazione del mercato locale. Prima di uscire in pubblicità conviene verificare una valutazione con Comparables e uno studio di mercato oppure, per un proprietario privato che desidera un primo orientamento, richiedere una stima online del proprio immobile.
Perché la Svizzera è così tesa: sfitto sotto l'1% e popolazione in crescita
La tenuta dei prezzi di transazione poggia su una carenza fisica di alloggi che si restringe da sei anni consecutivi. Secondo il censimento delle abitazioni vuote dell'Ufficio federale di statistica, pubblicato il 10 settembre 2026, al 1° giugno 2026 si contavano in tutta la Confederazione 45.493 abitazioni vuote, pari allo 0,93% del parco immobiliare (era l'1,00% nel 2025), con un calo cumulato di 0,79 punti percentuali dal 2021. Di queste unità disponibili, 34.690 erano offerte in locazione e appena 10.803 erano in vendita in tutto il Paese, a fronte di uno stock complessivo che a fine 2025 contava 4.883.519 abitazioni (dato UST del 15 settembre 2026).
Dal lato della domanda, la pressione demografica e le condizioni monetarie spingono nella stessa direzione. I dati definitivi dell'UST pubblicati il 20 agosto 2026 fissano la popolazione residente permanente a 9.127.100 persone al 31 dicembre 2025 (+0,8% sul 2024, pari a 76.100 residenti in più, con il 72% di cittadini svizzeri e il 28% di stranieri), una crescita dovuta per circa nove decimi al saldo migratorio. Nel frattempo, la Banca nazionale svizzera (BNS) mantiene il tasso guida allo 0,0% dal giugno 2025, decisione confermata il 24 settembre 2026: come evidenzia l'analisi su l'andamento dei tassi e la decisione della BNS curata da Raiffeisen, le ipoteche SARON restano storicamente convenienti e la stessa BNS ha definito teso il mercato residenziale.
La geografia dello sfitto disegna con precisione la frattura territoriale elvetica. Nei poli economici dell'asse Zurigo–Zugo e dell'arco lemanico trovare casa è un percorso a ostacoli: al 1° giugno 2026 il tasso di abitazioni vuote era dello 0,20% a Zugo, dello 0,31% a Ginevra e dello 0,38% a Obvaldo. All'estremo opposto si collocano i cantoni periferici o a vocazione industriale e frontaliera, guidati dal Giura al 3,35%, da Soletta all'1,91% e dal Ticino all'1,78%.
Il caso Ticino: perché qui ci sono più case vuote che nel resto del Paese
Chi osserva la Confederazione da sud del Gottardo vede un ciclo sfasato rispetto alla Svizzera tedesca e romanda. In Ticino il tasso di abitazioni vuote si è attestato all'1,78% al 1° giugno 2026, quasi il doppio della media federale dello 0,93%, ma in netto riassorbimento rispetto all'1,92% del 1° giugno 2025 e al 2,08% del 2024. La contrazione dell'offerta sta dunque arrivando anche nella Svizzera italiana, ma con tempi più distesi.
Dentro il dato cantonale convivono però mercati opposti. Come documentano i dati sullo sfitto in Ticino e a Chiasso riportati dal Corriere del Ticino su base UST e USTAT, il comune di Chiasso registra al 1° giugno 2026 uno sfitto del 7,37%, pari a 419 alloggi vuoti (in discesa dall'11,76% del 2023). Il Mendrisiotto di confine risente di un decennio di intensa attività edilizia e di un'economia fortemente imperniata sul lavoro frontaliero, mentre le rive del lago nel Luganese e nel Locarnese mostrano dinamiche di assorbimento molto più rigide.
La natura di questo invenduto emerge con chiarezza da l'annuario USTAT su costruzioni e abitazioni in Ticino: sulle 4.936 abitazioni vuote censite al 1° giugno 2025, l'80,6% era offerto in affitto e solo il 19,4% era in vendita; inoltre, il 56,7% dello sfitto era costituito da bilocali e trilocali. Per chi compra casa per la famiglia, questo significa che l'abbondanza statistica riguarda soprattutto i tagli piccoli in locazione, non gli appartamenti ampi o le case unifamiliari in vendita. Su un parco cantonale di 259.293 abitazioni a fine 2025 (il 5,3% del totale svizzero secondo l'UST), gli operatori e i fiduciari che cercano opportunità mirate utilizzano Property Sourcing per trovare immobili nel Luganese e nel Mendrisiotto filtrando l'offerta a livello di singolo edificio.
Chi può comprare in Svizzera: LAFE, permessi e frontalieri
L'accesso alla proprietà in Svizzera non dipende dalla sola disponibilità finanziaria, ma dallo statuto di soggiorno dell'acquirente secondo la Legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (LAFE, nota come Lex Koller). I cittadini svizzeri, i cittadini UE e AELS domiciliati in Svizzera (titolari di permesso B o C) e i cittadini di Paesi terzi titolari di un permesso di domicilio C acquistano abitazioni alle stesse condizioni degli svizzeri. I cittadini di Paesi terzi residenti con permesso B possono invece acquistare senza autorizzazione soltanto un'abitazione primaria destinata a uso proprio.
Chi risiede fuori dalla Confederazione — ad esempio un acquirente domiciliato in Lombardia che valuta se investire oltreconfine o seguire l'andamento del mercato immobiliare in Italia — rientra nella categoria delle persone all'estero. In base alla normativa illustrata nella pagina dell'Ufficio federale di giustizia sulla revisione della Lex Koller e riepilogata anche da la guida UBS alla Lex Koller, un non residente necessita di un'autorizzazione cantonale e può acquistare essenzialmente una sola abitazione di vacanza in un comune a vocazione turistica designato dal Cantone, all'interno di un contingente nazionale che oggi ammonta a 1.500 unità all'anno. L'acquisto di un immobile in Svizzera non conferisce alcun diritto a ottenere un permesso di dimora.
Il quadro normativo potrebbe tuttavia irrigidirsi. Come indica il comunicato del Consiglio federale sull'inasprimento della LAFE, il 15 aprile 2026 si è aperta una procedura di consultazione (conclusasi il 15 luglio 2026) che propone diverse restrizioni: l'obbligo di autorizzazione per i cittadini di Stati terzi che acquistano l'abitazione principale (con obbligo di rivendita entro due anni in caso di partenza), il taglio del contingente annuo per le case di vacanza a 600 unità più una riserva federale di 150, la reintroduzione dell'obbligo di permesso per le rivendite di case di vacanza tra stranieri, il divieto per le persone all'estero di acquisire azioni quotate di società immobiliari residenziali o quote di fondi e SICAV negoziate in borsa, e lo stop agli immobili commerciali come puro investimento. Si tratta di un progetto posto in consultazione, non ancora legge: il testo dovrà passare dal Parlamento e da un eventuale referendum.
Nelle località alpine e prealpine del Ticino, dei Grigioni, del Vallese e dell'Oberland bernese, alla LAFE si somma la Legge sulle abitazioni secondarie (LASec), su cui fa stato la pagina dell'ARE sulla legge sulle abitazioni secondarie, che limita l'edificazione di nuove residenze secondarie nei comuni che superano la soglia di legge.
Finanziare l'acquisto: ipoteca SARON, secondo pilastro e il valore locativo che sparisce
Anche sul fronte del credito e del fisco i prossimi anni segnano un passaggio importante per le famiglie svizzere. Nella prassi bancaria elvetica, prima di concedere un'ipoteca a tasso fisso o legata al tasso SARON, gli istituti verificano la quota di capitale proprio apportata dall'acquirente, il ricorso agli averi previdenziali del secondo e terzo pilastro e la sostenibilità finanziaria calcolata a un tasso teorico prudenziale, oltre al piano di ammortamento. Poiché i parametri esatti dipendono dalle direttive di autodisciplina del settore e dalla politica del singolo istituto, conviene verificare la propria capacità di credito direttamente con la propria banca o con la banca cantonale prima di firmare una promessa di compravendita.
Sul piano fiscale, la novità strutturale riguarda l'imposizione della casa di proprietà. Il 28 settembre 2025 gli elettori svizzeri hanno approvato in votazione popolare (con circa il 58% di sì) l'abolizione del valore locativo, e il 1° aprile 2026 il Consiglio federale ne ha fissato l'entrata in vigore al 1° gennaio 2029. Fino al periodo fiscale 2028 compreso restano valide le regole attuali: il valore locativo figura come reddito imponibile, mentre gli interessi ipotecari e le spese di manutenzione rimangono deducibili. Dal 2029 il reddito figurativo sparirà insieme alle relative deduzioni per chi abita nel proprio immobile, un cambiamento che favorisce soprattutto i proprietari con un debito ipotecario ridotto o già estinto; in parallelo, i Cantoni avranno la facoltà di introdurre un'imposta immobiliare speciale sulle abitazioni secondarie, aspetto da valutare con attenzione per chi possiede una casa di vacanza in Ticino o nei Grigioni.
Al momento del rogito vanno inoltre preventivati i costi di trasferimento della proprietà, che in Svizzera sono disciplinati a livello cantonale tra iscrizione al registro fondiario, onorari notarili ed eventuali imposte di trapasso. Chi vende deve invece considerare l'imposta sugli utili immobiliari, la cui aliquota cantonale decresce in funzione degli anni di possesso dell'immobile. Infine, chi sceglie un finanziamento indicizzato al mercato monetario deve ricordare che il tasso guida della BNS allo 0,0% (confermato a settembre 2026) non è immutabile: un'inversione del ciclo monetario si trasmette alle rate di un'ipoteca SARON nell'arco di pochi mesi.
Come seguire il mercato svizzero con i dati CASAFARI
Per monitorare un mercato frammentato in ventisei legislazioni cantonali e centinaia di micro-mercati comunali, i professionisti della Svizzera italiana utilizzano la piattaforma CASAFARI per unire la visione macroeconomica al dettaglio del singolo stabile. La serie nazionale presentata in questa guida proviene da Area Insights per la Svizzera (location id 500): il servizio Location Lookup risolve il nome geografico nell'identificativo corrispondente e restituisce la serie storica trimestrale dei prezzi richiesti al metro quadro, epurata dagli estremi statistici e convertita in euro.
Nel lavoro quotidiano di un'agenzia o di una fiduciaria a Lugano, i tre strumenti principali rispondono a esigenze distinte: Area Insights inquadra la direzione del trimestre, Comparables permette di difendere il prezzo di acquisizione di un mandato confrontando il prezzo richiesto con gli immobili simili effettivamente trattati nella stessa zona, e Property Sourcing raccoglie in un'unica vista il parco immobiliare disponibile per individuare nuove costruzioni o movimenti di portafoglio. Le realtà strutturate che integrano queste informazioni nei propri applicativi interni possono inoltre adottare Casafari MCP per chi costruisce i propri strumenti.
Per i team tecnici, le specifiche delle chiamate API — il cui consumo è contabilizzato in tokens — sono consultabili su la documentazione di Area Insights per sviluppatori (in inglese) e su la documentazione di Comparables e valutazioni (in inglese), mentre per iniziare a lavorare direttamente sui dati della propria regione basta creare un account su platform.casafari.com.
Domande frequenti
Quanto costa un appartamento in Svizzera al metro quadro nel 2026?
Secondo CASAFARI Area Insights (location id 500), nel 3° trimestre 2026 il prezzo medio richiesto degli appartamenti in vendita in Svizzera è di 10.292,5 €/m² (annunci indicizzati, esclusi i valori anomali, convertiti in euro), in calo dell'1,8% sul trimestre precedente ma in crescita dell'1,1% rispetto al 2° trimestre 2025. Si tratta di un prezzo richiesto e di una media nazionale espressa in euro per un mercato in franchi: poli come Zugo, Zurigo e l'arco lemanico si collocano molto al di sopra di questa soglia, mentre Giura, Soletta e gran parte del Ticino restano ben al di sotto. Sul fronte dei rogiti effettivi, l'indice ufficiale IMPI dell'Ufficio federale di statistica (UST) ha segnato un aumento annuo del 3,5% nel 2° trimestre 2026.
Un cittadino italiano può comprare casa in Svizzera?
In Svizzera il diritto di acquistare un immobile dipende dal domicilio e non dal passaporto. Un cittadino italiano o dell'UE/AELS che risiede stabilmente nella Confederazione (con permesso B o C) acquista alle stesse condizioni di un cittadino svizzero, senza restrizioni della LAFE (Lex Koller). Un cittadino italiano residente in Italia è invece considerato una persona all'estero: necessita di un'autorizzazione cantonale, può acquistare essenzialmente solo una casa di vacanza in un comune turistico entro il contingente nazionale di 1.500 unità annue (che il progetto del Consiglio federale posto in consultazione nell'aprile 2026, non ancora legge, propone di ridurre a 600 più 150 di riserva) e l'acquisto non conferisce alcun diritto al permesso di soggiorno.
Un frontaliere può acquistare un'abitazione in Ticino?
I lavoratori frontalieri provenienti da Stati membri dell'UE o dell'AELS e titolari di un permesso G rientrano in specifiche disposizioni della LAFE per l'acquisto di un'abitazione secondaria destinata al soggiorno lavorativo nella regione del luogo di lavoro, mentre restano soggetti alle restrizioni ordinarie per le case di vacanza nel resto della Svizzera. Prima di procedere è opportuno verificare l'inquadramento esatto del proprio caso con l'autorità cantonale competente o con un notaio in Ticino, consultando la documentazione dell'Ufficio federale di giustizia. Anche per i frontalieri il finanziamento ipotecario richiede una solida dotazione di capitale proprio e il superamento della verifica di sostenibilità bancaria, su cui diversi istituti applicano criteri più restrittivi per chi risiede all'estero.
Quanto capitale proprio serve per un'ipoteca in Svizzera?
Per concedere un'ipoteca in Svizzera gli istituti bancari applicano le direttive di autodisciplina del settore, che richiedono una quota consistente di capitale proprio — in parte proveniente da risparmi liquidi o dal terzo pilastro e non solo dal secondo pilastro previdenziale — oltre a una rigorosa verifica di sostenibilità finanziaria calcolata a un tasso d'interesse teorico prudenziale. Poiché ogni banca o banca cantonale può applicare margini più severi in base al profilo del cliente e al tipo di immobile, è necessario verificare i parametri esatti direttamente con il proprio istituto di credito. Anche se la Banca nazionale svizzera mantiene il tasso guida allo 0,0% dal giugno 2025 (confermato il 24 settembre 2026) rendendo molto convenienti le ipoteche SARON, il calcolo di sostenibilità della banca non si abbassa con i tassi di mercato.
Cosa cambia con l'abolizione del valore locativo?
Il 28 settembre 2025 gli elettori svizzeri hanno approvato in referendum (con circa il 58% di sì) l'abolizione del valore locativo e il Consiglio federale ne ha fissato l'entrata in vigore al 1° gennaio 2029. A partire da quella data, chi abita nella propria casa non dovrà più dichiarare il valore locativo come reddito figurativo, ma perderà al contempo le deduzioni fiscali per gli interessi ipotecari e per la maggior parte delle spese di manutenzione ordinaria. Fino all'anno fiscale 2028 compreso restano in vigore le regole attuali; dal 2029 il nuovo regime premierà soprattutto i proprietari con poca o nessuna ipoteca, mentre i Cantoni potranno introdurre un'imposta immobiliare speciale sulle abitazioni secondarie.
Perché in Ticino ci sono più abitazioni vuote che nel resto della Svizzera?
Al 1° giugno 2026 il tasso di abitazioni vuote in Ticino era dell'1,78% contro lo 0,93% della media svizzera, un valore comunque in rapido riassorbimento rispetto all'1,92% del 2025 e al 2,08% del 2024. Il divario nasce da un decennio di forte produzione edilizia, da un'economia di confine con un'alta quota di lavoratori frontalieri e da una marcata concentrazione di piccoli appartamenti: secondo l'annuario USTAT, al 1° giugno 2025 l'80,6% delle 4.936 unità vuote era offerto in affitto e il 56,7% era composto da bilocali e trilocali. L'eccesso di offerta tocca il suo estremo a Chiasso (7,37% al 1° giugno 2026, con 419 alloggi vuoti), mentre le zone pregiate sul lago a Lugano e Locarno presentano un mercato molto più teso.